Marquez scriveva: “ La vita non è quella vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.
Ringrazio tutti coloro che continuano a coltivare il ricordo della mia amica Antonietta, come si fa con le cose preziose. Chiedo venia alla famiglia, ma l’ho sempre chiamata così, nonostante il suo nome: Maria Antonietta.
Senza il ricordo, senza la memoria, noi saremmo nulla. Conobbi Antonietta negli anni 80 all’Università di Napoli, lei frequentava la facoltà di Giurisprudenza, io quella di Lettere e Filosofia, mi colpì subito la sua bellezza e la sua risata, ma più di tutto la sua schiettezza, non aveva filtri: era quello che faceva e diceva, fedele, sempre, alla sua immagine interiore. Abbiamo condiviso tante cose, una stanza, amici, delusioni, momenti particolarmente difficili e tanti altri divertentissimi, passioni, idee, speranze.
Nessuno come lei ha saputo trasmettermi l’importanza e l’urgenza di stare, di esserci, di vivere appieno ogni singolo attimo delle nostre giornate. Soltanto lei capiva ciò che non dicevo, era empatica, ironica, autoironica, simpaticissima, brillante, intelligente, volitiva, a volte anche dura, esigente, soprattutto con se stessa. Non esistevano mezze misure, mezze verità, non accettava scorciatoie e compromessi. La sua allegria era contagiosa così come la sua capacità di rendere tutto più semplice, gestibile, sopportabile….leggero.
Abbiamo fatto un pezzo di strada insieme, l’una accanto all’altra, diverse, ma tanto simili allo stesso tempo, in poche parole sorelle di cuore, unite da un tempo che non era soltanto nostro, ma anche del mondo che ci circondava, crocevia di vissuti diversi, di presente e passato, di desideri taciuti e sentimenti comuni, di realtà e sogno.
Antonietta era infallibile nel capire il cuore e l’essenza di una persona. Mi ha insegnato a praticare la leggerezza, ad apprezzare le piccole cose, a dare sempre più spazio alle emozioni, ad essere magnanima con me, ad accettare le mie fragilità, i miei limiti.
Ogni suo gesto, parola, sorriso erano un inno alla vita, alla bellezza, un invito a non morire da vivi, a prendere a morsi il presente e a scongiurare la rassegnazione e il silenzio.
Oggi 27 dicembre ricorreva la tua nascita, sei sempre nel mio cuore, amica mia.
Enza Berardone collega di Università