Il Tema che stasera mi è stato affidato dall’organizzazione del convegno è “”La donna nella società di oggi “.
Un tema affascinante, ma arduo per vastità e complessità. Tema analizzabile sotto molteplici prospettive.
Oggi , quando si parla della donna tipo , essa immediatamente si presenta, nell’immaginario collettivo , abbinata al sostantivo “insegnante” o alla figura della donna vestita di tutto punto che prepara la colazione ai figli ed al marito , il quale , in giacca e cravatta, è pronto per andare in ufficio.
Non si vede la donna artista, la donna scrittore, la donna musicista, la donna scienziata, la donna ricercatrice.
Questa concezione culturale della donna “figlia di un Dio minore” rimane sempre anche quando in apparenza la si voglia superare con l’attribuzione del ruolo paritario a quello dell’uomo sia nel campo del lavoro che della politica.
E proprio in questo ultimo ambito recentemente è stata approvata dal precedente Parlamento la Legge 23 novembre 2012 n. 215 che va in questo senso. Con essa il legislatore intende promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali imponendo che in detti organi siano comunque rappresentate le donne.
Vale a dire che la donna viene da alcuni considerata “un essere inferiore“ , incapace di per se’ di affermarsi e di farsi valere nel mondo della politica.
La Donna è considerata un animale in via di estinzione, incapace di difendersi e, in quanto tale, abbisognevole di una speciale tutela così come lo sono i Panda.
Non sono d’accordo: La donna non necessità di paracaduti predisposti da una società tutta al maschile .
E non aveva bisogno di paracadute neanche Maria Antonietta Salatto, donna che oggi vogliamo ricordare, colta e preparata.
Non ne aveva bisogno quale mamma che educava i suoi figli con amorevole e decisa guida.
Non ne aveva bisogno quale professionista, avendo scelto una delle professioni più belle e difficili che questo paese offre alle donne, quello di segretario Comunale.
Professione che lei affrontava con piglio e decisione coniugando egregiamente le due esigenze quelle della politica e quelle del rispetto della legge.
La stizza la pervadeva quando la politica parlava di una presenza femminile obbligatoria all’interno di amministrazioni pubbliche: con voce calma ripeteva
“non siamo dei bambini da tutelare ma delle persone con una propria personalità e cultura in grado di lavorare per la collettività come e al pari degli uomini. La presenza femminile dovrebbe essere scontata, così come lo è quella maschile e non imposta. Bisognerebbe votare solo donne e uomini che meritano di rappresentarci superando, con coraggio, quell’impostazione culturale rozza, ma ancora dominante nel nostro paese che la donna deve solo curare la casa, i figli e il marito“.
“La cultura, e non la semplice conoscenza delle cose, ci rende liberi dall’ignoranza e permette a noi di vedere i nostri limiti ed agli altri se e quanto valiamo“ diceva.
Infatti lei era molto contenta quando raccontava di aver partecipato, insieme al marito ed ai figli, ad eventi culturali come quello di stasera.
Poteva, in questo modo, lasciare da parte le leggi e i problemi dei Comuni per tuffarsi nel mare o nel tramonto di un quadro, o ascoltare la recensione di un libro o la recita di una bella commedia o la musica di una orchestra .
Era una donna a tutto tondo che non era facile dimenticare , la quale con grinta e fatica si è affermata meglio di molti Segretari Comunali uomini .
Ciao, Maria Antonietta .
Carmelina Spagnuolo segretario comunale e amica
Castellabate , 12/07/2013