Loredana Gigliotti
Loredana Gigliotti è nata a Salerno, dove vive e lavora in via
Genovesi n.9. Diplomata al Liceo Artistico di Salerno e all’Accademia di Belle Arti di Napoli, in Pittura, ha insegnato Discipline Pittoriche al Liceo Artistico e all’Istituto d’Arte di Salerno. Dal 1975 ad oggi ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero: Roma, Bologna, Firenze, Bari, Taranto, Napoli, Salerno, New York, Londra, Monaco di Baviera, ecc.
Alcuni brani critici:
…corpi in movimento…fra acrobazie dettate dal gioco e dalla scommessa…che nel nudo trasferiscono qualcosa del loro vestire e del loro parlare…che a volte rammentano le dolorose torsioni dei nudi di Egon Schiele, ma senza la sua disperazione, nell’euforia tutta mediterranea di un mito ritrovato. Dacia Maraini
…sono, quelle di Gigliotti, immagini che si formano e si fondono negli strati più profondi della coscienza, dove l’uomo torna ad essere mito e la figura femminile divinità… Rosanna Castaldo
…tendere oltre determina l’essenzialità delle opere di Loredana Gigliotti, che è incline a dare ampia visibilità allo sfondo e a lasciarlo interagire con le figure, come è evidente proprio in Metafora della vita, in cui l’incarnato è il colore stesso dello sfondo. L’attenzione allo sfondo del quadro, sul quale un gesto leggero e vigoroso viene ad ordire delle “presenze” appena visibili, da un lato, ed il rilievo dato alla materia, evidente negli addensamenti di colore, nelle superfici scalfite, nei collage di ritagli di carta, dall’altro, definiscono lo stile personale di Gigliotti. La sua arte rivela un forte – e spirituale – sentimento della vita.
Daniela Liguori
Pino Latronico
Pino Latronico è nato a Sarconi (PZ), nel 1952. Diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, sotto la guida dei maestri Brancaccio e De Stefano, ha insegnato discipline pittoriche al Liceo Artistico di Salerno, dove vive e lavora. La sua attività espositiva inizia a Salerno con la mostra Immagini Contro nel 1975, alla galleria la Scaletta. La sua vasta produzione artistica è stata presentata in innumerevoli personali e mostre collettive figurando oggi in molte collezioni pubbliche e private.
Stralci critici
…lo spazio metafisico, che ne risulta, acquista una dimensione scenografica, nella quale i fantasmi dell’antico sono indotti a misurarsi con le inquietanti presenze del moderno, senza lacerazioni … imponendo la propria presenza, antica e futuribile allo stesso tempo. Le figure, che possono sembrare prese in prestito dal mondo dei cartoons, in realtà, propongono, in chiave contemporanea, antiche processioni e danze della mente e dei sensi, in un ironico, intenso contrappunto di apparenze e di presenze solide e sicure… Francesco D’Episcopo
…le sue sono le donne enigmatiche di cui Grazia Deledda descriveva
l’anima dicendo l’anima della donna è uno stagno nelle cui profondità dormono mostri che un lieve soffio può destare. Ed è proprio questa la sensazione che si prova dinanzi alle opere dell’artista, di una falsa quiete. Anche i colori così decisi e forti, che non lasciano spazio alle sfumature o ad una profondità delineano un intento falsamente rassicurante. Giada Caliendo.
Esibite nella loro nuda fisicità e velate da drappi o maschere, le figure che abitano le costruzioni pittoriche di Pino Latronico seducono l’osservatore con i loro corpi plasticamente modellati, con l’eleganza formale delle loro statuarie posture; lo invitano a svelare – e al tempo stesso eludono – il mistero sotteso alla loro apparizione. Un invito che l’artista lucano accentua sollecitando l’osservatore ad infrangere la sacrale intoccabilità dell’opera e ad esporsi ad un meccanismo di fruizione-interazione per scoprire, dell’opera, le parti celate. L’ambiguità delle figure si carica di una verve ironica in quelle opere in cui Latronico contamina antico e contemporaneo, spaesando l’uno con l’altro. Le opere di Latronico, d’altronde, conservano sempre una loro enigmaticità nella visionarietà onirica che contamina vicino e lontano, presente e passato, visto e costruito. Daniela Liguori